Ho raggiunto il mio compagno che in vetta aspettava da tanto, e iniziamo a percorrere un lungo traverso panoramico. Sarebbe bello goderci il paesaggio, ma gli occhi devono dare più importanza al terreno che, pian piano, si fa sempre più complicato. È un saliscendi spezza ginocchia, disegnato su una cresta rocciosa che prosegue verso un sentiero in discesa, ripido e ghiaioso. Ho fatto segno a Daniele che mi sarei fermato un attimo a bere un sorso d’acqua.
Ho sistemato la borraccia sulla tasca laterale, e dopo avere rimesso il mio zaino in spalla, ho raccolto da terra i bastoncini facendo alcuni passi. Adesso il sentiero diventa una scalinata fatta di rocce e detriti franosi. Mi fermo sul bordo di un piccolo salto di circa tre metri, mentre cerco di capire dov’è finito Daniele. Ora lo vedo, procede a zigzag, su quella ripida e infida discesa, camminando con calma.
Ma maledizione, ecco che il mio piede destro cede sul ghiaione. Decollo con le gambe, finendo il mio salto schiantandomi al suolo. Solo dopo essermi rimesso in piedi a fatica, comprendo che volo ho fatto, precipitando da quel gradone e picchiando pesantemente con l’anca e il gomito.
Ho una gamba con vaste escoriazioni, prova che, dopo il primo impatto, ho continuato a scivolare a valle. Sento, inoltre, una fitta al gomito sinistro e ho un grosso livido sul palmo della mano destra. Il primo pensiero è quello che il mio GR 20 è finito qui, e ora mi preoccupo di capire se sarò capace di continuare, almeno fino al rifugio. Non mi va di chiamare i soccorsi ed eventualmente farmi prelevare da un elicottero, il mio orgoglio è comunque più forte di ogni dolore. Ho fatto alcuni passi in avanti e capisco che è finita, ho qualcosa di rotto. È un incubo!
Per fortuna non è andata proprio così, e il mio GR 20 si è concluso positivamente nonostante un incidente che poteva essere più grave di quanto lo è stato. Ad eccezione di qualche escoriazione e botta riportata ho potuto continuare verso il rifugio. I dolori sono rimasti per giorni ma è andata bene, dopotutto.
Questo è solo un esempio di come potremmo ritrovarci in situazioni spiacevoli e delicate quando andiamo in montagna. Soprattutto quando il nostro telefono non ha nessuna copertura e siamo perfino in un altro paese. Cosa sarebbe successo se avessi dovuto riportare dei danni talmente gravi da non poter proseguire e senza la possibilità di chiamare i soccorsi? La prima ipotesi è che il mio compagno – andare in coppia rende più sicuro il cammino in queste eventualità – avrebbe dovuto trovare il modo di telefonare al numero unico di soccorso in Francia per avere assistenza immediata, sicuramente operata dall’elisoccorso in quanto il terreno è accidentato e il luogo risulta isolato e lontano da strade percorribili con auto. Sarebbe stato necessario attendere forse ore per avere una prima assistenza con successiva evacuazione e trasporto in ospedale.
Quindi dopo quell’episodio ho deciso di cambiare il modo di pensare alle mie escursioni che non potevano ancora avere il carattere di una camminata fuori porta. Era un’idea che mi frullava nella testa anche prima di aver pianificato il mio viaggio in Corsica e di altre tappe fatte sulle Dolomiti.
Il GARMIN INREACH MINI2
Ecco che nel mio equipaggiamento è arrivato finalmente un piccolo aggeggio che posso tranquillamente descrivere come un’assicurazione sulla vita. Il Garmin Mini2 Inreach è un comunicatore satellitare bidirezionale. Cosa posso fare con questo? Nel caso il mio telefono non abbia copertura sufficiente per comunicare con qualcuno, ma soprattutto con eventuali soccorritori, con questo piccolo strumento – che sembra una piccola radio walkie-talkie – ho la possibilità di avere un contatto continuo, sia con i miei familiari o amici, ma anche un canale diretto, inviando un messaggio SOS interattivo, al Garmin ResponseSM, un centro di coordinamento per la risposta alle emergenze, attivo tutti i giorni, 24 ore su 24, tramite la rete satellitare Iridium® e che garantisce il 100% di copertura globale. E se questo non bastasse a convincere anche gli ultimi scettici, il messaggio con la richiesta di soccorso – che può essere fatta banalmente premendo un piccolo pulsante – invia le coordinate esatte della nostra posizione. Immaginatevi in una situazione di pericolo mentre cercate di leggere le coordinate del luogo dove vi trovate! Difficile, non credete?
Oltre alla funzione principale che è quella di inviare richieste di soccorso anche in luoghi lontani dal vostro paese, c’è anche la possibilità di condividere il vostro percorso e l’esatta posizione con le persone che possono seguirvi su internet nelle vostre avventure.
Il modello Mini 2, ma ce ne sono tanti altri di modelli tra le fila Garmin, ha una interfaccia abbastanza “spartana”, niente touch-screen ma solo la possibilità di muoversi tra i menù con i tasti dedicati. Questo però si può superare collegando il comunicatore al nostro smartphone e installando le due app principali, Garmin Messenger ed Explore.
La prima gestisce un sistema di messaggistica per connettersi sia con i possessori di strumenti Inreach ma anche con chi installi sul proprio smartphone l’app, anche se questo non è un limite per l’invio dei messaggi che può avvenire sia per email che con SMS.
Con la seconda, Explore, puoi creare e gestire percorsi, waypoint e altro. Condividere i percorsi con altri utenti tramite gli strumenti di import export. E, inoltre, quando sei tornato a casa, puoi visualizzare tutti i dettagli delle attività registrate in passato. Esiste anche la possibilità di salvare tutti questi dati su cloud.
I COSTI
Certo, direte voi, ma tutto questo costa! Come ho già scritto in premessa – e in altri articoli – già alcuni anni fa, avevo deciso di fare un’assicurazione sulla vita, ma soprattutto in qualcosa che possa salvare la mia vita. Ormai si spendono soldi anche per parcheggiare un’auto, per piccole e altre inutili cose di cui posso tranquillamente fare a meno. Tra l’altro il prezzo dello strumento, e cioè il mio Garmin Mini 2, è molto meno caro di alcuni smartphone di fascia medio-bassa. Lo potete trovare su diversi negozi online a meno di 300 euro. Discorso diverso è quello da fare quando si deve decidere il piano di abbonamento per accedere alla copertura satellitare Iridium.

Garmin ha tre tipi di piano che chiama Essential, Standard e Premium. A seconda di quello che si va a comprare avrete diverse funzionalità che possono essere illimitate o a pagamento se non sono previste nel piano selezionato. Io ho per ora optato per il meno costoso, l’Essential, che permette di avere tutti i servizi principali illimitati e altri a pagamento, che non mi sono davvero utili per le mie consuete attività,. Il costo mensile è di circa 18 euro con una attivazione di 49 euro una tantum.
Per concludere, vorrei raccontare un altro episodio in cui se avessi avuto un comunicatore come questo le cose sarebbero state anche più facilmente gestite.
Un incidente subito da un amico percorrendo un canyon in Sardegna. Spalla lussata per lui e grande difficoltà per comunicare con i soccorsi. Ci sono volute due ore prima che ricevesse assistenza medica e una evacuazione con trasporto in elicottero, in quanto alcuni dei nostri compagni hanno dovuto percorrere totalmente il canyon fino a trovare copertura telefonica. Pensate che l’elicottero ha impiegato solo 10 minuti circa per decollare e arrivare sul punto in cui eravamo, senza sapere nemmeno l’esatta posizione all’interno del canyon.
Buone escursioni a tutti.